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Mazzette nei cimiteri capitolini: chiusa l'inchiesta

Tangenti nei cimiteri Otto persone sono indagate per una storia di tangenti avvenuta nel 2010 che ha riguardato tre cimiteri di Roma. Potrebbero finire a processo il direttore dei servizi cimiteriali e altre sette persone tra imprenditori e funzionari. Gli episodi di mazzette riguardano tre episodi: dal sistema di videosorveglianza del Verano al ripristino del manto stradale all'interno del cimitero di Prima Porta, fino all'ampliamento dei loculi del camposanto Laurentino. Questi sono alcuni dei servizi gestiti dall'Ama che ha concesso ai privati in cambio di pagamenti extra da parte di Vittorio Borghini, responsabile della direzione del settore della municipalizzata. Non solo cimiteri Tra i bandi truccati dal 2010 c'è anche quello sulla gestione delle strutture di smaltimento dei rifiuti della Salaria e di Tor de' Cenci.

Nella lista delle persone indagate spunta anche il nome di Giovanni Fiscon ovvero il direttore generale dell'Ama che è anche uno dei personaggi principali dell'inchiesta di Mafia Capitale. In questa fase dell'inchiesta è esclusa l'ipotesi di reato di corruzione mentre ci sono tutti gli elementi per i seguenti reati: falso, turbativa d'asta e abuso d'ufficio. Stando all'operato del pm Roberto Felici, la figura principale della vicenda è sicuramente Paolo Marziale, ovvero il titolare delle imprese che avrebbero conquistato gli appalti, in alcuni casi, versando delle tangenti. Nel caso in cui venga avanzata la richiesta di rinvio a giudizio anche altri dirigenti dell'Ama e alcuni dipendenti delle ditte di Marziale rischiano di finire a processo.